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Versione completa: Secondo Blake J. Harris Nintendo era dittatoriale verso gli sviluppatori di terze parti
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Diablos90


Blake J. Harris, autore del libro Console Wars (dal quale ne verrà tratto un film) ha rilasciato un'interessante intervista presente nel numero di giugno della rivista Game Informer.
Stando a quanto riferito da Harris, i rapporti intrattenuti da Nintendo con gli sviluppatori di terze parti erano tutt'altro che positivi, e secondo lui tutto ciò era dovuto alla debole concorrenza di Sega.
Nell'intervista ha dichiarato:
CITAZIONE
Nintendo non faceva di certo del bene a sè stessa visto il modo in cui trattava gli sviluppatori di terze parti.
I developer avevano degli accordi molto rigidi con Nintendo. Prima di tutto, potevano fare solo cinque giochi all'anno, e il diritto di approvarli o meno spettava a Nintendo. Se volevano impiegare svariati mesi per valutare un gioco, lo facevano. In parole povere, molti dei third party e dei retailer con cui ho parlato dicevano cose del tipo "Nintendo ti teneva per le p**le e lo sapeva".

Si attende un'eventuale risposta di Nintendo alle dichiarazioni di Harris.
uriel7
Beh, saputo e risaputo... ed aggiungo che le royalties richieste da N erano follemente alte (il VERO motivo per cui Squaresoft passò a lavorare per Sony... altroche "poca capienza delle cartucce").

darkangel84
Il "seal of quality" nintendo era il trofeo platino più tosto da ottenere per gli sviluppatori! Eheh
Se non sbaglio per questo motivo del limite di giochi la konami creò la ultra games.. E in modo da poter distribuire ben 10 giochi annui su NES ... Tra i quali un certo metal gear... Ma questa è storia.... Ed è fantastico aver vissuto la console war nella golden age videoludica smile.gif

Prenderò questo libro appena lo pubblicano!
Butterhands
Uhm, c'è comunque da dire che non faccio comunque fatica a credere ai limiti tecnici per Squaresoft, sicuramente quindi è stato uno dei problemi secondo me, comunque davvero non capisco come mai adottare simili politiche, dal mio punto di vista significa darsi la zappa sui piedi, Nintendo stessa era sicuramente più apprezzata ed affermata quando le sue console vaevano nel loro parco titoli anche i giochi di terze parti e la loro console era sempre una garanzia. Ma posso sapere una cosa, a quale periodo si riferisce e chi era a quei tempi il presidente della Nintendo?
uriel7
@Butter:
Insomma... Final Fantasy VII non occupava chissachè, se si escludono i malamente compressi fmv, tanto che OGNI disco contiene l'INTERO gioco (esclusi i suddetti filmati specifici); e comunque sono stati aggiunti DOPO il passaggio a Sony, quasi per "giustificare" la presenza di un supporto tanto capiente... io resto dell'idea che la motivazione della capienza sia poco più di una "scusa", idea supportatadalla piccata affermazione (fuoriluogo) dell'allora presidentissimo di N (il compianto Hiroshi Yamauchi): "i giochi di ruolo sono roba per bambini e noi possiamo farne a meno!" (mammamia! Quando si dice esser accecati dall'orgoglio...).

In ogni caso il libro si riferisce alla prima metà degli anni Novanta (era Snes/Genesis).


Le motivazioni di tali scelte?
Inizialmente (era Nes ed applicazione del Nintendo Seal of Quality) era intenzione evitare assolutamente la saturazione del mercato di titoli spazzatura (shovelware) che precedentemente causarono il collasso del sistema (e crisi multimiliardaria di Atari) garantendo invece un'alta qualità del software imponendo un rigido controllo sui contenuti (grave mancanza di Atari, in primis)... In seguito il mantenimento di così strette condizioni probabilmente fu dipeso dall'autorevole leadership del mercato ottenuta (arroganza? Poca lungimiranza? Ossessione per il controllo? Tutte insieme?! Probabile... sarebbe carino conoscere la storia del citato Yamauchi. wink.gif) e dall'idea errata di poter dettare legge forti di una risibile concorrenza.
Butterhands
Ah no scusa, mi sono spiegato male intendevo dire per limiti tecnici qualcosa in più rispetto allo spazio, ovvero anche i 64 bit di cui tutti conosciamo la storia, ovviamente sono tutte supposizioni, ma secondo me un minimo di verità ci potrebbe essere. wink.gif

Comunque sì, il periodo corrisponde a quello che io identifico come il periodo in cui la Nintendo ha iniziato a perdere un pò di terreno, quindi potrebbe essere uno dei motivi per il quale il Play station vinse la generazione, peccato, io mi rendo conto che i brand di Nintendo sono unici e giustificano sempre l'acquisto della console per gli appassionati, però le terze parti per Nintendo sarebbero in realtà un vantaggio, il discorso che hai fatto in effetti fila, ma i giochi spazzatura così come vengono filtrati dalle altre case possono essere filtrati anche da loro, poi ne sono usciti di giocacci anche sul WII ed io ne possiedo uno, su tutti i siti di recensioni prende 2 e 3 come voti, quindi alla fine il loro rigido schema mi chiedo a quanto possa servire in realtà. Spero che le cose cambino, secondo me le terze parti sono un qualcosa che ad una qualsiasi console può fare solo bene.
CapRichard
CITAZIONE (uriel7 @ Monday 5 May 2014 - 13:21) *
Inizialmente (era Nes ed applicazione del Nintendo Seal of Quality) era intenzione evitare assolutamente la saturazione del mercato di titoli spazzatura (shovelware) che precedentemente causarono il collasso del sistema (e crisi multimiliardaria di Atari) garantendo invece un'alta qualità del software imponendo un rigido controllo sui contenuti (grave mancanza di Atari, in primis)... In seguito il mantenimento di così strette condizioni probabilmente fu dipeso dall'autorevole leadership del mercato ottenuta (arroganza? Poca lungimiranza? Ossessione per il controllo? Tutte insieme?! Probabile... sarebbe carino conoscere la storia del citato Yamauchi. wink.gif) e dall'idea errata di poter dettare legge forti di una risibile concorrenza.


Però stando all'AVGN di cacca ne è arrivata su quelle console lo stesso!
kaiser76
Anche altrove ma non erano sproporzionati!
uriel7
Lasciando un attimo da parte Wii (che personalmente ho detestato pur possedendo una trentina di titoli), c'è da dire che una manciata di schifezze in un'intera line-up non son paragonabili alle incredibilmente numerose oscenità uscite nei primi anni Ottanta su Atari2600...

Spoiler Pegi18 (e non scherzo...)
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Cioè, dai... poi ci si chiede ancora il perchè del Seal of Quality?! ph34r.gif
Volfreja
CITAZIONE (uriel7 @ Monday 5 May 2014 - 16:51) *
Lasciando un attimo da parte Wii (che personalmente ho detestato pur possedendo una trentina di titoli), c'è da dire che una manciata di schifezze in un'intera line-up non son paragonabili alle incredibilmente numerose oscenità uscite nei primi anni Ottanta su Atari2600...

Spoiler Pegi18 (e non scherzo...)
CUT

Cioè, dai... poi ci si chiede ancora il perchè del Seal of Quality?! ph34r.gif

Ma era stupendo! ohmy.gif

Sinceramente faccio fatica a capire questo ragionamento sui "titoli spazzatura". Qual'era il problema? Troppi titoli spazzatura disponibile che rendevano difficile per i titoli di alta qualità emergere ed avere il successo meritato? Perchè se è così mi chiedo: allora oggi cosa c'è di diverso? Non mi sembra ci siano limiti eppure questo problema non c'è (anche se in effetti, per quanto riguarda il mercato mobile, noto un pò questo problema).
è così o ho capito male?

Lybra
SI, i giapponesi sul mondo del lavoro ti tengono per le palle (se comandano loro) e se invece devi collaborare con loro non c'è da aspettarsi una grande apertura e collaborazione.
Non facciamoci fregare dal fatto che parliamo di videogiochi o da un mondo idilliaco spesso descritto nei manga: sul mondo del lavoro i giapponesi sono duri, inflessibili ed oltremodo seri a livello che noi italiani ci sogniamo...e questo vale per Nintendo ma vale anche se stessimo parlando di automobili, orologi o qualsiasi altra cosa.

Poi boh forse SEGA era meglio, però ecco dire che un'azienda giapponese (famigliare) "ti tiene per le palle" non mi pare chissà che grande notizia, piuttosto una conferma
uriel7
@Volfreja:
Una grande parte del problema è proprio quella che hai intuito tu (e difatti oggi non è che il settore stia in acque troppo tranquille, eh...): saturazione del mercato; troppi giochi prodotti, pochi giochi (in proporzione) acquistati e scarsa visibilità per quelli (pochi) meritevoli... Con inevitabili mancati profitti.

A questo aggiungiamoci che i cosidetti "spazzatura" finivano per costare (in fase di sviluppo) quanto, se non di più, dei titoli meritevoli (anche questo dovrebbe "ricordare qualcosa" di attuale...), aggravando i mancati ricavi ed il progressivo, rapido disinteresse del mercato di massa verso i prodotti del settore.

Per prevenire tutto ciò, Nintendo tentò le mosse opposte a quelle di Atari (rigido controllo in fronte a gestione libertina, tipicamente seventies, dei team di produzione contenuti e selezione strettissima degli stessi; contratti maggiormente improntati alla tutela degli investitori, forti della prospettiva di lavorare per il leader del mercato...) e si affidò ai dettami socio-economici che la portarono ad espandersi nei decenni precedenti.
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