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> [RECENSIONE] [3DS] The Starship Damrey
Wise Yuri
messaggio Tuesday 28 May 2013 - 17:08
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Introduzione


Dopo il successo dei titoli estratti dalla raccolta Guild 01, ecco arrivare il primo titolo di Guild 02, The Starship Damrey, già disponibile sull'eShop del Nintendo 3DS. Per chi non fosse a conoscenza di questo progetto Guild, beh, sono raccolte di titoli sviluppati in maniera indipendente da diverse personalità giapponesi del panorama videoludico, progetti diversi raccolti sotto un nome e distribuiti fuori dal giappone in formato digitale su Nintendo 3DS.
Dalle menti e dall'esperienza di Kazuya Asano e Takemaru Abiko (entrambi dietro ad una sound novel per SNES mai uscita dal giappone, The Night of the Sickle Weasel, una delle opere più famose del suo ambiente, che aiutò a creare il genere, ispirando anche il creatore della serie Zero Escape) nasce The Starship Damrey, un titolo che - come detto dagli stessi autori - cerca di evocare una certa nostalgia, un fascino retrò, ma al contempo essere qualcosa di nuovo. Come molti vecchi videogame, il titolo del duo giapponese non offre molti indizi, informazioni o spiega molte cose, ma lascia che il giocatore scopra le meccaniche - impari- da solo, in controtendenza con molti titoli moderni che spesso esagerano con tutorial e prendono il giocatore fin troppo per mano. Il gioco vi vede risvegliare in un'astronave all'apparenza deserta, e che dovrete esplorare fidandovi del vostro istinto per proseguire in questo ambiente freddo e di cui non sapete molto.
N.B. Il titolo è completamente in inglese.

Gameplay e Storia


The Starship Damrey, come accennato prima, non contiene tutorial di sorta, e vi butta direttamente nella titolare astronave, a cercare di dare una risposta ai molti interrogativi che verranno a galla, il primo perchè siete lì. Il titolo è un'avventura grafica, ma diversa da quello a cui molti pensano quando sentono il termine (cioè ai punta-e-clicca della Lucasarts e della Sierra), più reminescente di quegli antichi videogame per altrettanto antichi personal computer (le cosiddette text adventures), totalmente testuali e praticamente senza grafica (escluso, ovviamente, il testo), del tipo "ti ritrovi in una stanza poco illuminata. Davanti a te c'è una porta.", con voi a inserire comandi via tastiera nella speranza di proseguire. Ma niente paura, non siamo tornati così indietro in questo caso. smile.gif
A livello di gameplay vero e proprio, non c'è moltissimo da descrivere, ma siamo di fronte ad un titolo decisamente più interattivo rispetto ad una visual novel: per interagire ed esplorare la nave utilizzerete un robot da manutenzione, e dovrete trovare un modo di proseguire utilizzando ed analizzando quello che trovate, tra oggetti, macchinari, e ID card per aprire sezioni della Damrey e porte bloccate, il tutto visto in prima persona; nulla di particolarmente originale per il genere, ma vi verrà richiesto un certo impegno. Ad ogni modo avrete sempre modo di proseguire senza problemi se rimanete attenti, ed aiutarvi nella vostra impresa c'è una mappa dell'astronave, file da consultare sparsi in giro e la funzione Appunti di gioco del 3DS, nel caso vogliate segnarvi qualcosa, ma mettete in previsione un pò di backtracking.



Dovete sempre cavarvela da soli, ma non vi troverete mai di fronte a situazioni od enigmi criptici che vi faranno bloccare in un punto per ore. Parlando di enigmi, non aspettatevi grandissime sfide o approcci particolari, questi non sono mai difficili o particolarmente elaborati, il focus è più sul procurarsi le risorse e gli oggetti necessari a risolverli, che sulla risoluzione degli enigmi in sè. La progressione è lineare, nel senso che non ci sono diversi finali tipo visual novel, e quindi niente BAD END e similia, una scelta di design consistente con il resto del gioco.
La storia di per sè è molto semplice e spartana, ma il dover scoprire completamente da soli i dettagli sui personaggi e sulle vicende rende il tutto immersivo, e l'ambientazione spaziale, asettica, fredda e inospitale, sebbene non originale di per sè, è azzeccata e vi mette dell'umore giusto. Inoltre ci sono alcuni colpi di scena ben congegnati ed efficaci, e viene data una risposta ad ogni domanda sollevata. Va però detto che il gioco inevitabilmente dividerà i videogiocatori, il classico hit or miss: chi riuscirà ad entrare nei ritmi del titolo verrà catturato dall'esperienza di gioco e vorrà continuare ad esplorare la desolata astronave Damrey, altri inevitabilmente si "addormenteranno" e non gradiranno il lento ritmo di gioco e l'avanzare in corridoi tutti simili l'un l'altro.

Grafica e sonoro


A livello puramente tecnico, The Starship Damrey si difende bene, con modelli e strutture poligonali ben curati, ma la definizione di questi non è mai altissima, e spesso noterete modelli un pò grezzi, ma è tutto più che accettabile per un titolo 3DS "download only". A livello stilistico, è tutto molto tipico dell'opere di fantascienza, con palette di grigio, blu e nero a farla da padrone, corridoi identici l'un l'altro, un feeling asettico che permea il tutto, e così via. Il sonoro, come la grafica, è molto essenziale ma ha un suo perchè: non sono presenti musiche di accompagnamento, solo rumori ambientali - il muoversi dei robot, delle porte, dei macchinari e poco altro, il timbro atono dei computer, etc. - per farvi immergere nell'atmosfera di gioco, da soli nello spazio in un posto ignoto.

Longevità


Ed eccoci al tallone di Achille del titolo: The Starship Damrey è corto, tremendamente corto. Ci sarebbe da far notare che in realtà questa è la prima parte di un progetto episodico in tre parti, ma ciò non cambia che il titolo può essere completato in 3/4 ore massimo (inoltre sarebbe stato meglio render nota la natura episodica del progetto), ed è un pò deludente arrivare al presunto punto di svolta della vicenda, per poi vedere il tutto terminare con un cliffhanger. Ciò fa sembrare quanto fatto fino ad allora, per quanto atmosferico, interessante e particolare, poco più di una premessa, di un antipasto alla portata principale. Ad allungare di poco la longevità c'è una piccola missione secondaria che vi richiede di sterminare le sanguisughe aliene entrate sulla Damrey, che sblocca un file extra se nel 3DS è presente il salvataggio di un titolo di Guild 01 (Liberation Maiden, Aero Porter e Crimson Shroud), ed un'altra sub quest che sblocca un ulteriore file su uno specifico personaggio. La rigiocabilità, vista anche la mancanza di finali o scenari alternativi, è purtroppo pari allo zero.

Conclusioni



La prima parte del progetto di Kazuya Asano e Takemaru Abiko è una avventura grafica fantascientifica dal gusto e dallo stile retrò (un ritorno ai videogame che vi fornivano poche istruzioni, e stava a voi capire come agire), interessante, molto atmosferica, degna di nota, ma la sua breve durata lascia il giocatore a desiderare di più, e non necessariamente in senso positivo, in quanto non era chiaro che questa sarebbe stata una serie episodica, e ciò da la sensazione che questa prima parte sia poco più di un preludio (cosa in parte vera). La bassa longevità unita al prezzo (8 euro) potrebbe fermare gli interessati all'acquisto, in comprensibile attesa di un eventuale sconto. The Starship Damrey non sfrutta a fondo il suo potenziale (e ciò è in parte attribuibile alla sopraccitata natura episodica) e non è esattamente forte come primo estratto di Guild 02, ma è un titolo interessante, che non dispiacerà a chiunque decida di abbracciare la sua filosofia - ovvero tornare a scoprire da soli le meccaniche e le possibilità offertovi da un gioco, senza che veniate guidati e "presi per mano" di continuo -, agli amanti di titoli come Myst, ed a chi vuole provare un'esperienza diversa.

Pro
+ Ottima atmosfera e setting
+ Difficoltà degli enigmi ben calibrata e mai frustrante
+ Esperienza di gioco interessante


Contro
- Bassa longevità e quasi zero rigiocabilità
- Storia relativamente semplice e con poco sviluppo
- Esperienza di gioco interessante, ma non per tutti


VOTO FINALE: 7


Recensione scritta da Wise Yuri per GBArl.it.
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