Apro questo 3ad (ovviamente in OT), per segnalare un paio di articoli di oggi, entrambi interessanti per due diversi aspetti.
» Clicca per leggere lo Spoiler! «
CITAZIONE
Maturi e tassati. Mancava, nell'Italia dall'inesauribile fantasia impositiva, la tassa sulla lode. Lacuna colmata. L'ultima trovata del Fisco, complice anche una legge non sufficientemente chiara, è quella di tassare i bonus elargiti agli studenti che hanno superato l'esame di maturità con 100 e lode in pagella. In alcuni licei la circolare è già arrivata e non lascia spazio a dubbi: secondo l'Agenzia delle Entrate, i bonus (che nel 2008 ammontavano a 1.000 euro, poi ridotti a 650 euro quest'anno) non vanno considerati come borse di studio, ma come redditi ottenuti in base ai risultati raggiunti e quindi assimilabili a termini di legge «ai rapporti di lavoro a tempo determinato». Morale: vanno tassati, assoggettati «a ritenuta a titolo d'acconto » (il 20%). Come se non bastasse, i licei che hanno avuto il merito di portare all'esame di maturità ragazzi capaci di ottenere in pagella il massimo dei voti, impreziosito dalla lode, dovranno anche trasformarsi in sostituti d'imposta, compilando e inviando all'Agenzia delle Entrate il Cud: così, tanto per semplificare la burocrazia scolastica.
La circolare risale a giugno, ma è solo da qualche giorno che le scuole hanno scoperto di essere finite nel mirino del fisco. Tra i primi, alcuni licei di Bologna. «Siamo rimasti sconcertati — ha commentato il preside dello scientifico Righi, Domenico Altamura —: mi pare una follia l'idea di metterci ad emettere note con ritenuta d'acconto! Chiederemo delucidazioni all'Ufficio scolastico regionale, anche perché stiamo ancora aspettando i bonus per cinque nostri studenti che hanno avuto la lode all'ultima maturità ».
Sconcerto anche da parte del preside del liceo scientifico Vittorio Veneto di Milano, Michele D'Elia: «Da noi non ci sono stati studenti con la lode, ma la cosa resta vergognosa: è una mancanza di rispetto verso la cultura e l'impegno dei ragazzi. Penso che una disposizione del genere vada immediatamente impugnata...». A Roma, nella sede centrale dell'Agenzia delle Entrate, confermano la circolare, ne riconoscono gli aspetti paradossali, ma cercano di ridimensionare la vicenda. «La norma che istituisce i bonus — affermano— fu emanata dall'ultimo governo Prodi. Da quanto ci risulta, nel testo non viene espressamente specificato che i bonus sono da considerarsi equiparabili alle borse di studio e, di conseguenza, sulla base del testo Unico sulle imposte e sui redditi, è inevitabile considerarli come frutto del lavoro dipendente e quindi assoggettabili a ritenuta d'acconto». Non tutti gli studenti, però saranno tenuti a pagare la ritenuta d'acconto del 20 per cento sul bonus: «L'obbligo — sottolineano all'Agenzia delle Entrate — riguarda solo quei ragazzi che godono anche di altri redditi e che comunque superano la soglia degli 8.000 euro annui. Chi non ha altri introiti non è tenuto ad alcuna tassa sulla lode ». Confermato l'obbligo dei licei a trasformarsi in sostituti d'imposta: «Sì, dovranno fare il Cud, non si scappa: alcune scuole hanno già provveduto, altre non ancora».
Un bel pasticcio, in ogni caso. «Ormai siamo abituati a tutto, ma certo questo non è il sistema migliore per motivare i nostri ragazzi» commenta il preside del liceo classico Parini di Milano, Carlo Pedretti. Senza poi considerare che ci sono istituti che hanno già utilizzato la somma del bonus. Il Galvani di Bologna, ad esempio, ha anticipato il premio ad alcuni studenti, acquistando libri e computer: e ora rischia di dover restituire al fisco parte della cifra, per la gioia di bilanci già sufficientemente striminziti. La circolare rende inoltre noto che il bonus «è detraibile ». Ma non si segnalano caroselli di esultanza.
Fonte:
corriere.it
Non so vo ma io sono decisamente stanco. Mi sono diplomato a luglio in un liceo scientifico riuscendo a strappare la lode: questa mi è però costata lavoro e fatica. Oltre al costante (più o meno

) impegno durante tutto l'anno, l'ultimo mese mi sono quasi barricato in casa studiando da mattina a sera. Al di là della soddisfazione personale (che comunque c'è stata), il premio di 1000 euro in borsa di studio (per acquisto libri, riviste scientifiche, ecc...) mi ha spinto non poco allo studio, non tanto per le mie brame personali quanto per alleggerire la spesa alla famiglia per il mio futuro universitario: se non si fanno i rubboni i libri si comprano, molte volte le nuove edizioni rivedute e corrette impediscono l'acquisto di usato... se poi il testo consigliato l'ha scritto il tuo docente poi...
E oggi che vado a scoprire? Da 1000 si passa a 650€; a 520€ se si considera la tassazione al 20% (non mi è ancora chiaro in quali casi venga applicata).
Che sia la mia impressione oppure nel nostro magnifico stato sono più tutelati assassini, ladri & co. degli studenti???
Secondo articolo:
» Clicca per leggere lo Spoiler! «
In rifierimento all'università:
CITAZIONE
DOCENTI SOTTO ESAME - Un'attenzione particolare viene poi posta sui docenti, sia per quanto riguarda il reclutamento, sia per la verifica del loro effettivo lavoro. Ad esempio sarà introdotto l'obbligo di certificare la presenza alle lezioni: per la prima volta viene fissato un riferimento uniforme per i professori a tempo pieno stabilito in 1.500 ore annue - comprensive non solo della didattica ma anche delle attività di ricerca e di gestione - e tra queste almeno 350 dovranno essere destinate ad attività di docenza e servizio per gli studenti. Gli scatti di stipendio, inoltre, saranno previsti solo per i docenti migliori: quelli che riceveranno una valutazione negativa li perderanno e non potranno partecipare come commissari ai concorsi. E' inoltre previsto che gli studenti possano valutare i professori e questa valutazione sarà uno dei criteri che il ministero terrà in considerazione per l'attribuzione dei fondi ai singoli atenei.
fonte:
corriere.itps: l'articolo contiente molte altre informazioni, di diverso carattere. Ne consiglio comunque la lettura.
Quello che vi chiedo è: secondo voi è una bella idea?
Sinceramente mi trovo molto scettico (benchè speranzoso). Perchè? Permettere agli studenti di valutare i propri docenti mi pare un grande esempio di democrazia; affidare tutto questo potere agli studenti però mi intimorisce. I criteri di valutazione temo che potrebbero essere un bel problema: ad esempio un professore esemplare, con grandi doti comunicative e costanza nel suo insegnamento, che però risulti esigente agli esami o semplicemente affronti una classe particolarmente svogliata. Risultato: oltre il 50% di bocciati. Pensate davvero che non ci possano essere elementi pronti a dare giudizi negativi solo per l'esito del loro esame? Viceversa: professore svogliato, assenteista e largo di manica. E giù... fior fiore di giudizi positivi.
...dite la vostra che ho detto la mia